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Category: anunturi
Il padre Viorel Gheorghe Codrea, parocco a Cugir (regione Alba) insieme al prete Remus Dobra, parocco a Giarmata (regione Timis) e il prete Iosif Iacob, Assistente universitario alla Facoltà di Teologia Romano-Cattolica dell’università Alxeandru Ioan Cuza di Iasi hanno sostenuto le tesi di dottorato il 16 settembre 2011, ottenendo ognuno il titolo di dottore in teologia.
I preti, che hanno seguito la Scuola Dottorale della Facoltà di Teologia Romano-
Cattolica dell’università di Bucarest, hanno presentato le seguenti tesi: “La figura del vescovo nei sinodi della Chiesa Rumena Unita con Roma”- prete Viorel Codrea, “Sinodalità nella Chiesa Rumena Unita (secoli XVII-XIX)- prete Remus Dobra e “Fede e sacramento del matrimonio. Studio teologico-canonico nei documenti della Chiesa Cattolica del II°Concilio del Vaticano al CIC 1983”- prete Iosif Iacob. Tutti e tre hanno avuto come coordinatore il prete professore universitario Isidor Martinca.
La tesi del prete Codrea studia, identifica e approfondisce il modo in cui la natura e la missione del vescovo si riflette nei documenti sinodali della Chiesa Rumena Unita con Roma, Greco-Cattolica.
L’interesse della ricerca è motivato dall’importanza capitale del vescovato per la Chiesa, rappresenta una certezza esistente nei testi della Sacra Scrittura, aproffondita nella tradizione millenare della Chiesa Cattolica e precisata con autorità tramite il Magisterio. Il vescovo è la figura centrale di una Chiesa locale, in cui rappresenta Gesù Cristo il Vescovo eterno. Il vescovo, nella sua qualità di successore degli apostoli, si riflette nei documenti sinodali della Chiesa Rumena Unita con Roma, Greco-Cattolica come figura centrale di questa chiesa locale.
Nel XVII° secolo, i mitropoliti rumeni di Alba-Iulia erano i pastori dei rumeni di Transilvania, ma avevano uno statuto relativo e il potere gerarchico diminuito per la subordinazione verso il sovrintendente calvino, ma anche per le potenze grandi ricevute dall’istituzione del sinodo eclesiastico, sotto influenza calvina. Il giudizio e la destituzione di alcuni mitropoliti da parte del grande sinodo, composto da arcipreti e semplici preti, costituisce in fondo un abuso di potere, una trasgressione dei canoni orientali.
La realizzazione dell’Unione con Roma dei rumeni di Transilvania, attraverso i sinodi di Alba Iulia convocati e presieduti dai mitropoliti Teofil (1697) e Atanasie (1698-1701), hanno determinato per il momento un calo del grado gerarchico da mitropolito e arciprete a vescovo, ma portando le competenze del grande sinodo allo statuto del sinodo diocesano della Chiesa Romano-Cattolica, ha conferito allo vescovo rumeno la dignità e il potere pieno per poter adempiere nella diocesi la missione di apprendere, santificare e di governare il popolo di Dio che gli è stato affidato.
L’entrata nella comunità cattolica ha significato, per la Chiesa Rumena Unita, come per la Santa Sede, percorrere insieme un cammino della conoscenza reciproca, dei dibattiti di tipo eclesiologico e canonico. L’incontro della visione eclesiologica orientale dei gerarchi rumeni con la concezione eclesiologica post-tridentina delle autorità eclesiastiche romane, ma soprattutto con accenti radicali delle autorità eclesiastiche e statali dell’impero, hanno causato qualche difficoltà, ma ha costituito anche la modalità di aproffondimenti eclesiologici.
Di conseguenza, non hanno mancato le analisi dedicate all’individualità e alla specificità orientale della Chiesa Rumena Unita, aspetti che sono legati strutturalmente della figura del vescovo greco-cattolico rumeno, dalla relazione dello stesso con il Pontefice Romano, ma anche con le altre autorità eclesiastiche.
A partire dal 2005, la Chiesa Rumena Unita con Roma, Greco-Cattolica è diventata Chiesa Arcivescovile Maggiore. La decisione del Papa Benedict XVI, che risponde a ragioni canoniche, eclesiologiche e storiche, offre una dignità quasi patriarcale al capo di questa biserica locale.
Il potere patriarcale di santificare, di apprendere e di guidare il popolo di Dio, è stata esercitata da gerarchi greco-cattolici e tramite i sinodi eparchiali, mitropolitane o tramite il Sinodo dei Vescovi. Le numerose decisioni sinodali mettono in rilievo un esercizio del potere vescovile in mod fondamentale coerente con la tradizione orientale della Chiesa Cattolica Unita con Roma, ma anche una dipendenza determinata dalla eclesiologia del tempo e dal contesto politico. Oggi, la Santa Sede, attraverso i suoi documenti ufficiali, soprattutto attraverso il Codex Canonum Ecclesiarum Orientalium, rida pienamente la figura del vescovo greco-cattolico rumeno nella cattolicità della Chiesa, ma stimolandolo e sostenendolo nella sua identità orientale, garantandogli i diritti e le prerogative normali.
La tesi del prete Codrea è un ommaggio ai vescovi della Chiesa Rumena Unita con Roma, Greco- Cattolica, che non solo hanno realizzato l’Unione con la Chiesa di Roma, ma hanno lottato affinchè sia mantenuta e porti.
Auguri ai nuovi dottori e sia che il titolo ottenuto per la grande loda di Dio e per la crescita in fede del popolo di Dio.
Ufficio stampa del Vescovato di Lugoj